Evoluzione storica del Castello

di Biagio Lafratta

 "Si e detto di sopra che de tre castelli antichi non ci resta ormai che il solo alla punta sud ed il quale occupa un luogo nella storia. Infatti questo castello, sul quale tanti secoli sono già passati di sopra sta tuttora saldo co suoi torrioni nereggianti e pare che voglia sfidare altri secoli ancora, con restarsi lungamente quale spauracchio o monumento di una multiforme defunta tirannia : questo castello in somma nel 1485 servì di scena ad uno de fatti più clamorosi della storia Napolitana.... Il suo fabbricato costrutto a parallelogramma, se non che il lato d’innanzi e poco più corto di quello di dietro sta sito alla punta della crociera verso il sud su di un terreno petroso, cinto nella base da grosse mura con terrapieni e fiancheggiato da sette torrioni due de quali negli angoli di dietro sono formati a doppie torri , più quattro bastioni a scarpa con le loro sommità coronate di merli. Esaminandosi bene una tal mole vedesi che il pian terreno o primo piano e stato fondato in epoca molto anteriore al piano di sopra. Infatti oltre della costruttura e dello stato stesso del fabbricato del primo il quale mostra già più antichità la diversità vedesi chiaramente nella merlatura antica del pian terreno i cui vani nel costruirsi il piano superiore restarono già riempiuti di fabbrica. Quando poi questa aggiunta siasi fatta è ignoto ; ma per certo doveva essersi già eretta molto tempo prima del 1485, per potersi scegliere a luogo di riunione da tanti signori con l'intervento dello stesso Re e Reale famiglia". (T. RICCIARDI. Notizie storiche di Miglionico, Napoli 1867)

La descrizione che Teodoro Ricciardi fa del Castello del Malconsiglio di Miglionico nel 1867, rappresenta l’unico riferimento bibliografico d'archivio, esistente al momento, che possa far luce, anche se in maniera alquanto superficiale, sullo stato dei luoghi prima che avvenimenti naturali (terremoto del 1857) e trasformazioni di adeguamento funzionale, alterassero quelli che sono i caratteri volumetrici e formali del maniero quando, a seguito delle leggi abolitive della feudalità, nel 1829 questo è confiscato alla famiglia ducale dei Revertera di Salandra, ed è successivamente venduto a tale Stancarone Giuseppe da Miglionico ed altri, quali abitazioni private. Fortunatamente questi avvenimenti, soprattutto gli interventi di trasformazione e ricostruzione, hanno interessato una zona non eccessivamente rilevante sotto l’aspetto architettonico, per cui la maestosità del fabbricato permane in tutta la sua imponenza.

Da una attenta lettura del manufatto si evince chiaramente che l’organismo è il risultato di vari ampliamenti avvenuti nel corso dei secoli. Risulta difficile risalire all’epoca del primo impianto. Le fonti storiche citano il castello come già esistente al 1110 ma non vi sono elementi che possano avvalorare tale tesi. Per tale motivo si cercherà di individuare le fasi più significative dello sviluppo della fortificazione, relazionandolo a fattori storici, quali la Congiura dei Baroni del 1485, avvenimento che ha annoverato il Castello di Miglionico negli annali della storia socio-politica del Meridione, e l’abolizione della feudalità, e ad aspetti architettonici, sulla scorta delle caratteristiche artistiche più evidenti. Si e cosi giunti alla individuazione di quattro fasi evolutive, che proprio perché non supportate da fonti di archivio, ma risultato di ragionamenti logici sui pochi elementi disponibili, non possono avere carattere di certezza. Un punto fermo che viene assunto quale elemento di base è costituita dall’articolazione planimetrica perimetrale.

Dal XIV secolo alla Congiura dei Baroni

Per la ricostruzione della seconda fase (TAVOLA.2A - TAVOLA.2B) si è preso, quale riferimento temporale, il periodo storico della Congiura dei Baroni. L’evoluzione della tattica militare, sia offensiva che difensiva, fa si che i castelli, una volta edificati esclusivamente per ragion militari, assumano nel tempo funzioni più prettamente residenziali e diventino l’espressione della grandezza del Signore. Il castello del Malconsiglio incomincia ad assumere l'aspetto di imponenza che tuttora conserva. Si costruisce il piano superiore: le merlature scompaiono inglobate nella nuova muratura (FOTO A - FOTO B): le torri si elevano e forse quelle d’angolo posteriori assumono la configurazione attuale: l'inserimento della zona destinata ai collegamenti verticali ne raddoppia il volume: la scalinata esterna diventa lo scalone di accesso alla residenza comitale, mentre nuovi collegamenti vengono realizzati per raggiungere le postazioni di difesa superiori (scalinata a ridosso del muro perimetrale, interno al cortile, della Sala del Malconsiglio). Il corpo triangolare conserva la propria fisionomia.

Tavola 2A Tavola 2B
FOTO A FOTO B

Dalla Congiura alla abolizione della feudalità

Il passaggio del feudo di Miglionico dai Sanseverino ai Revertera, duca di Salandra, determina la definitiva trasformazione del castello da fortificazione a residenza baronale. Pur conservando l’impianto originario, il prevalere del carattere residenziale modifica il sistema distributivo interno (TAVOLA 3A - TAVOLA 3B - TAVOLA 3C). Sul fronte esterno del lato orientale, in adiacenza alla torre quadrangolare intermedia, si costruisce il locale indicato dalle fonti storiche quale "cappella". Successivamente, più a sud, sempre su questo lato del maniero, viene aggiunto il grande corpo bastionato: infine le due ampie campate con volte a crociera completano la quinta del castello. Internamente, sul lato destro del cortile, verso la meta del XVII secolo si realizza la seconda scalinata con il ballatoio che permette l'accesso autonomo al lato sud-ovest. Successivamente, forse per motivi esclusivamente estetici, su questo ballatoio, mediante l’allargamento delle arcate di sostegno, si innalzano cinque eleganti arcate a tutto sesto ed il portale di accesso al termine della rampa (FOTO AFOTO B). Ancora più tardi, sul lato opposto del cortile, e per tutto lo sviluppo dell’ala, si aggiunge, quale affaccio sul cortile degli ambienti residenziali, un loggiato, anch’esso ad arcate a tutto sesto, ma con pilastri molto più massicci e privi di elementi decorativi (FOTO C), in parte crollato a seguito del terremoto del 1980, ora in fase di restauro. Queste trasformazioni producono alcune modifiche alla facciata precedente: gli accessi a molti ambienti sono costruiti ex novo; le antiche finestre anguste assumono dimensioni più ampie; i portali di accesso del piano terra, in particolare quello del salone dell’ala nord-ovest, sono occultati dalle strutture dei ballatoi. Comunque l’impianto originario conserva la propria integrità planimetrica.

Tavola 3A Tavola 3B Tavola 3C
Foto A Foto B Foto C

Dalla confisca al "Centro di documentazione e ricerca per la storia del medioevo"

L'ultima fase dello sviluppo del castello e quella che ha mutato in maniera sostanziale il suo assetto (TAVOLA 4A - TAVOLA 4B - TAVOLA 4C), L’adeguamento a destinazioni abitative per più nuclei familiari, la mancata assidua manutenzione, troppo onerosa per i privati, il terremoto del 1857 e le ricostruzioni successive; le demolizioni, e non ultimo il terremoto del 1980, riducono il castello nello stato in cui si trovava prima del restauro. I segni di questi cambiamenti e vicissitudini contrastano notevolmente con le caratteristiche architettoniche proprie del castello, offuscando l'immagine storica di un sito in cui si sono verificati avvenimenti di tale rilevanza socio-politica. L’antica porta di accesso è inglobata, in un primo momento, in abitazioni private; la sostituisce l’attuale portale che, come già detto, subisce gravi danni dopo il terremoto del 1857 e viene ricomposto in maniera alquanto casuale; successivamente, recuperati gli elementi decorativi che sono riutilizzati come ornamento di pareti interne del cortile, la porta è completamente distrutta per la costruzione di manufatti abitativi, dei quali, quelli eretti all’esterno della cinta muraria, sul terrapieno ancora esistente, sono demoliti negli anni 20-30: "All’esterno, meno le antistrutture di case (per fortuna alcune a destra dell’ingresso abbattute fascisticamente da un coraggioso Podestà)" riferisce il De Ruggeri. Il terremoto del 1857 danneggia gravemente il complesso fortificato e soprattutto provoca il crollo della volta della Sala del Malconsiglio e conseguentemente anche di quella del piano terra: non verranno più ricostruite. Sul lato ovest del cortile e innalzato un nuovo ballatoio che collega i due precedentemente costruiti. Sulla sinistra del portale attuale si erige, nei primi anni del secolo, un nuovo fabbricato che, deturpando ulteriormente tale angolo, contrasta in maniera evidente con l’aspetto di fortilizio dell’antico manufatto (VEDI FOTO).

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